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L’ Economist spiega che finora l’industria dei cosmetici si è essenzialmente divisa in due categorie: da una parte i marchi più costosi, venduti in catene come Sephora o Douglas, per esempio, o nei dipartimenti dei grandi magazzini di lusso, dove i clienti possono provare i diversi prodotti e avere consigli da parte del personale; dall’altra i marchi meno costosi, venduti nei supermercati o in farmacia, con poco servizio verso i clienti, KIKO offre entrambe le possibilità: prezzi bassi uniti a consigli in negozio, insieme al fatto di cambiare spesso la linea di prodotti disponibili, seguendo le tendenze del momento, per incoraggiare i clienti a visitare spesso i negozi, Kantar Worldpanel, una società di ricerca internazionale, ha stimato che oggi i consumatori francesi tra i 15 e i 24 anni comprano tanto da KIKO quanto da Sephora (che ha entrate per circa 4,6 miliardi di euro e fa parte di LVMH, una delle più grandi holding internazionali del lusso). Secondo EY, una società di consulenza finanziaria, nel 2014 il mercato dei cosmetici – che include detergenti e creme per la pelle, oltre ai trucchi – è cresciuto del 3,6 per cento, raggiungendo i 181 miliardi di euro, e si aspetta che nei adidas supercolor prossimi 10-15 anni raddoppi il suo giro d’affari..

L ’Economist scrive anche che la crescita di KIKO sta incoraggiando altri marchi nel settore della bellezza e della cosmetica a riconsiderare il proprio modello di business: marchi di alta moda come Benefit (di proprietà di LVMH) e L’Occitane (che si occupa soprattutto di prodotti per la cura della pelle) si stanno concentrando più sui propri negozi che sulla disponibilità dei propri prodotti in altri negozi convenzionati, L’Oréal, la più grande azienda di cosmetici al mondo, sta aprendo negozi dove vende solo adidas supercolor prodotti dei suoi marchi (Vichy e La Roche Posay, per esempio) e sta sviluppando la rete di negozi di Nyx, un marchio di cosmetici con sede a New York che ha comprato l’anno scorso e che attualmente fattura 200 milioni di dollari l’anno..

Oggi KIKO ha entrate per circa 432 milioni di euro l’anno, controlla una catena di negozi monomarca con più di 700 punti vendita nel mondo gestiti direttamente (cioè non in franchising) e ha due centri di distribuzione: uno a Bergamo, per i negozi europei, e uno aperto recentemente in New Jersey per il Nordamerica, KIKO è stata fondata nel 1997 dalla società Percassi, di proprietà del bergamasco Antonio Percassi: è un’azienda con circa 5.800 dipendenti, che gestisce diverse attività nel settore commerciale e in quello immobiliare, Il gruppo Percassi possiede anche i marchi Madina, Womo, Bullfrog, Billionaire Italian Couture, Vergelio e – attraverso la holding Odissea S.r.l, – si occupa della gestione delle attività commerciali di altri marchi e possiede, tra le adidas supercolor altre cose, il grande centro commerciale Orio Center di Bergamo, Antonio Percassi è anche il presidente della squadra di calcio Atalanta..

Secondo l’ Economist,  gran parte del successo di KIKO è dovuta proprio all’esperienza di Antonio Percassi nel settore: negli anni Settanta iniziò a lavorare con Benetton, la catena italiana di abbigliamento, per sviluppare il piano di espansione dei suoi negozi nel mondo. Nel 2001 ha iniziato una collaborazione con Inditex, il gruppo spagnolo proprietario di Zara, attraverso la quale ha contribuito all’apertura dei suoi primi negozi in Italia. Quest’anno ha invece collaborato con il marchio di lingerie Victoria’s Secret, che l’ha scelto come partner per aprire i primi negozi del marchio a Milano. Se i clienti di KIKO sono soprattutto donne, negli ultimi anni l’attenzione degli uomini per questi prodotti è cresciuta molto: per questo Percassi ha aperto la catena di negozi Womo (si pronuncia “uomo”, appunto) che vende articoli per l’igiene personale e vestiti maschili.

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Uno degli uomini più importanti del mondo della moda, che ha trasformato l'azienda di legname di famiglia in uno dei più grossi gruppi del lusso Il desiderio di venire bene nelle foto su Instagram e gli altri social network richiede nuove ricerche e prodotti alle aziende cosmetiche Pochi brand americani e italiani, soprattutto: una ricerca spiega i successi del settore e il suo ruolo sempre maggiore nell'industria della moda

Martedì è morto a 72 anni Douglas Tompkins, che era stato il creatore dei popolari marchi di abbigliamento North Face e Esprit, Tompkins è morto in seguito ad un incidente in kayak in Patagonia, una regione a sud del Cile: stava navigando con altri cinque amici nel lago General Carrera quando i loro kayak si sono ribaltati, Tompkins è morto in ospedale diverse ore dopo per ipotermia, a causa del tempo adidas supercolor passato in acqua, sotto i 4 gradi, in attesa dei soccorsi, Gli altri stanno tutti discretamente..

Tompkins era conosciuto per essere stato adidas supercolor il fondatore del marchio sportivo North Face e il co-fondatore di quello di abbigliamento Esprit, negli anni Sessanta, prima di abbandonare la vita aziendale e dedicarsi alla protezione dell’ambiente e agli sport all’aria aperta, Era nato il 20 marzo 1943 in Ohio e aveva brevemente vissuto a New York prima di trasferirsi a Millbrook, nello stesso stato, Aveva iniziato a fare sport all’aria aperta a 12 anni: soprattutto arrampicata e sci, A 17 anni aveva abbandonato gli studi e aveva iniziato a lavorare ad Aspen, in Colorado, viaggiando per lo stato e mettendo da parte i soldi per andare a sciare prima sulle Alpi, in Europa e poi sulle Ande, in Sudamerica..



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