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A influenzare le sue creazioni è stata soprattutto l’esperienza come assistente dello stilista Roberto Capucci alla fine degli anni Ottanta (fu il suo primo lavoro), dove ha imparato a non seguire per forza le tendenze del momento e a creare abiti molto scenografici, Nel 1990 ha iniziato a lavorare da Fendi con Karl Lagerfeld, e nel 1997 è stato assunto da Emanuel Ungaro a Parigi, che nel 2001 gli ha affidato la guida creativa della linea di prêt-à-porter, Valli ha fondato la sua linea personale nel 2005; nonostante sia italiano (è di Roma) l’azienda si trova a Parigi perché lì – dice – la moda è sostenuta «da un autentico sistema culturale e fare abiti è considerato arte», Non ha soci, perché vuole essere autonomo anche dal punto di vista creativo oltre che economico. Per questo, Valli lavora molto non solo per sé ma anche per altri marchi, e disegna fino a dodici collezioni l’anno, praticamente una al mese – con l’aiuto di un team creativo molto piccolo, Ogni anno si occupa di: quattro collezioni per la sua linea principale di prêt-à-porter “Giambattista Valli”; due per la linea di haute couture, sempre a suo nome; due per la sua golden goose amazon nuova linea “Giamba”, dedicata a un pubblico più giovane; e infine due come direttore creativo di “Moncler Gamme Rouge” (la haute couture del marchio Moncler)..

Giambattista Valli ha aumentato negli ultimi tempi il numero delle sue collaborazioni: lavora per Max Mara Atelier, per il marchio di jeans e abbigliamento casual 7 For All Mankind, e ha firmato una linea di rossetti con il famoso marchio di cosmetici M.A.C, Tutto quello che guadagna con queste collaborazioni viene reinvestito nella sua azienda: in questo modo riesce ad autofinanziarsi, senza contributi esterni, come ha spiegato lui stesso qualche mese fa in un’intervista al Sole 24 Ore, Nella stessa intervista ha anche detto che le cose per la sua azienda stanno andando bene, e che nel 2014 ha avuto un fatturato di 32 milioni di euro, il 18 per cento in più dell’anno prima, La sua seconda linea, Giamba, golden goose amazon in un anno ha aumentato il fatturato del 49 per cento: è piaciuta molto ai buyer – le persone che scelgono i prodotti da vendere nei negozi – e ai clienti..

In un’intervista sul New York Times, Valli ha spiegato che la parte più difficile del suo lavoro è il duplice ruolo di creativo e manager, Da una parte deve preoccuparsi di inventare le collezioni e dall’altra assicurarsi che vendano, A volte è complicato gestire da solo gli aspetti commerciali, legali e amministrativi, ma Valli dice che è anche stimolante, perché gli stilisti che golden goose amazon si concentrano solo sulla creatività perdono il senso del fare affari vendendo vestiti, A luglio, sempre al Sole 24 Ore, aveva raccontato che il suo lavoro si sta stabilizzando e comincerà a cercare dei partner per far crescere l’azienda, Valli si concentrerà soprattutto sulla vendita e sulla distribuzione, perché al momento ha solo due boutique a Parigi e una a Milano: vorrebbe aprirne a New York, Londra e Shanghai..

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I suoi dipendenti non lavorano mai dopo le 5 e mezza, sono vietate golden goose amazon le mail di lavoro serali, e la società ha investito moltissimo nel piccolo borgo umbro dove ha sede La casa di moda del momento: ha collaborato con H&M e viene indossata dalle Kardashian, ma all'inizio era conosciuta per gli abiti sobri e raffinati Cioè una grossa azienda di lusso che ne possiede molte altre: per esempio perché i marchi italiani sono troppo recenti e non producono accessori.

Fino al 21 febbraio 2016 il Metropolitan Museum of Art di New York, uno dei musei più famosi al mondo, ospita una mostra dedicata a Jacqueline de Ribes, un’aristocratica francese nata nel 1929 considerata un’icona di stile del Novecento: è stata ritratta dai più importanti fotografi di moda del momento e gli stilisti più ricercati hanno realizzato abiti apposta per lei. La mostra, intitolata Jacqueline de Ribes: The Art of Style, è ospitata nell’ala del museo del Costume Institute e raccoglie 60 abiti di alta moda di de Ribes (metà disegnati da lei e metà per lei, da stilisti come Valentino, Yves Saint Laurent e Jean-Paul Gaultier) oltre ad alcune fotografie che la ritraggono, tra le quali quelle realizzate da Richard Avedon (ma è stata fotografata anche da David Bailey, Cecil Beaton, Robert Doisneau e Irving Penn).

Il sito di moda Fashionista spiega che è molto raro che il Costume Institute dedichi una mostra a una singola persona: finora l’aveva fatto solo per la moglie del presidente americano John Kennedy, Jackie Kennedy (nel 2001), l’imprenditrice e designer di interni Iris Apfel golden goose amazon (2005) e l’esponente dell’alta società Nan Kempner (2006). Harold Koda, curatore del Costume Institute, ha detto che «l’approccio di de Ribes ai vestiti era una sorta di affermazione di personalità, che può essere vista come una specie di esibizione artistica»..

Jacqueline de Ribes è nata a Parigi nel 1929 (oggi ha 86 anni) da una famiglia aristocratica – ha il titolo di contessa – che le ha consentito di frequentare da subito l’ambiente dell’alta moda, Il suo non è un nome conosciuto, ma è considerata una delle icone di stile del secolo scorso. Nel 1959 Truman Capote la nominò tra i suoi “cigni”, cioè le sue amiche dell’alta società che si distinguevano per bellezza ed eleganza. Nel 1982 de Ribes lanciò a New York una sua linea di vestiti, che diresse fino al 1995, Nel 1999 lo stilista Jean-Paul Gaultier le dedicò golden goose amazon la sua collezione di alta moda, intitolandola “Divine Jacqueline”, e nel 2010 l’allora presidente Nicola Sarkozy le consegnò la legione d’onore (l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese) per le sue attività filantropiche e culturali, Jacqueline de Ribes doveva partecipare all’inaugurazione della mostra in suo onore, ma ha rinunciato a causa degli attentati di Parigi..



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