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Questi lavori risalgono ai primi anni Cinquanta: inizialmente pensati per essere esposti in mostre, sono molto curati nei dettagli e golden goose firenze raccontano soprattutto la vita parigina, Shelly Verthime, curatrice del libro e della mostra, ha spiegato che sono riflessioni intime e personali sugli interessi visuali di Bourdin prima che iniziasse la sua carriera come fotografo commerciale, Le foto sono state recuperate dopo aver trovato negli archivi di Bourdin una scatola Kodak di colore giallo (che ora è la cover del libro), “piena di buste di carta marrone che contenevano ciascuna un negativo e il relativo provino, spesso con indicazioni per il taglio”, Il libro è il primo di una serie di otto volumi che esploreranno il lavoro del fotografo..

Bourdin nacque a Parigi nel 1928 e vi morì nel 1991; fu allievo dell’artista americano dadaista Man Ray, che lo influenzò molto; dal 1955 iniziò a occuparsi di moda e lavorò soprattutto per Vogue. Fu in grado di creare nelle sue fotografie una narrativa complessa, fatta di elementi sensuali, provocatori e surreali, Le sue opere sono golden goose firenze state esposte nei musei più importanti del mondo, inclusi il Victoria & Albert Museum e la Somerset House di Londra, e il Museo Nazionale della Cina a Pechino..

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Mostra un rinoceronte nero da poco ucciso e scornato: l'ha scattata Brent Stirton, che con quella storia aveva vinto anche il World Press Photo La più famosa azienda di gioielli al mondo ha perso fascino e le sue vendite sono in declino, ma la crisi non è inesorabile All'inizio era considerata pubblicità effimera, poi ci si è accorti che raccontava del mondo e di tutti noi

È uscito da poco Fashion Photography: The Story in 180 Pictures, un libro sull’importanza della fotografia di moda raccontata con 180 fotografie che ne mostrano l’evoluzione fino ai giorni nostri, Il libro è stato pubblicato da Thames & Hudson e realizzato da Eugénie Shinkle, docente alla Westminster School of Media, Arts and Design che si occupa golden goose firenze da tempo di fotografia di moda, Shinkle ha spiegato al blog di fotografia del New York Times di essersi interessata alla fotografia di moda dopo aver scoperto con incredulità quanto fosse trascurata nell’ambiente accademico, Sin dall’inizio era perlopiù etichettata come un semplice lavoro pubblicitario ed effimero: fu presa in considerazione seriamente con  molta riluttanza solo quando era ormai diventata un fenomeno importante grazie alla riviste di moda che l’avevano fatta crescere e quando era comunemente esposta in mostre e musei..

Nella sua analisi storica Shinkle spiega come la fotografia della moda abbia avuto successo grazie all’ascesa delle riviste illustrate e di come sia stata costruita negli ultimi 150 anni da generazioni di fotografi, di cui ripropone i lavori più famosi, da Richard Avedon, a Horst P. Horst, da William Klein, a Helmut Newton, Guy Bourdin, Steven Meisel, Corinne Day e Juergen Teller. Il volume spiega anche come la fotografia di moda si sia occupata nel tempo anche di politica, arte, società e costume: dopo la Seconda guerra mondiale fotografi come Henry Clarke hanno trattato il ruolo delle donne nella società mostrandone l’indipendenza; artisti come William Klein hanno preso in giro le consuetudini del mondo della moda aprendo a una sorta di autocritica; Collier Schorr ha mostrato la fluidità del genere e affrontato i temi dell’identità sessuale; Chen Man ha raccontato della complessità della Cina. E poi c’è chi ha fatto da apripista, come Yva, Dora Kallmus e Toni Frissell per le donne o James Van Der Zee per i neri.

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Fu una delle prime e più importanti fotografe di moda e portò in quel mondo uno sguardo moderno, fresco e americano Sempre più aziende decidono di creare delle esposizioni su se stesse in musei o spazi per eventi, tra l'arte e la promozione pubblicitaria La più famosa azienda di gioielli al mondo ha perso fascino e le sue vendite sono in declino, golden goose firenze ma la crisi non è inesorabile.



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