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– L’elemento caratterizzante della parte frontale è indubbiamente nello scollo del colletto che, come ai vecchi tempi, è chiuso da bottoni ad asola, e si staglia lungo buona parte del petto, Sempre riguardo al colletto, nella parte interna, su di una sottile striscia rossa, è stata inserita l’iscrizione celebrativa “ En honor a nuestros idolos”, L’unico tocco di modernità è forse ravvisabile nei bordini rossi delle maniche, molto marcati, Dando uno sguardo golden goose venezia alla parte posteriore della divisa, sul retro del colletto è stata ricamata in oro la data “2013” mentre, sempre da esso, si dipanano due strisce rosse che arrivano fino alle spalle, Il numero 9, quello canonico di Lolo Fernández, è stato (così come lo stemma) cucito sulla maglia come ai tempi andati, utilizzando stavolta del filo bianco a contrasto, Nella parte bassa, sul fianco sinistro, troviamo la discreta frase “Limited Edition”..

Questo lavoro dall’ampio sapore vintage ha riguardato l’intera uniforme dell’Universitario, Abbinata alla maglia, ci sono infatti pantaloncini color crema, recanti lo stemma del club sul lato destro, e calzettoni neri con risvolto crema, In definitiva, un progetto curato nei minimi dettagli, Non è la prima volta che l’Universitario omaggia il suo illustre numero 9 golden goose venezia : nel 1997, pochi mesi dopo la sua morte, la formazione scese in campo nella Copa CONMEBOL (l’odierna Copa Sudamericana) con una speciale casacca, recante sul petto l’effigie del giocatore (sulla parte destra) e il soprannome “Lolo” (nella parte sinistra)..

Questa casacca rappresenta una rarità anche per quanto concerne lo stemma del club, con la caratteristica ‘U’ che in questo caso è contornata da un’insolita doppia bordatura, Anche allora golden goose venezia si trattava di una maglia firmata Umbro, – La nuova divisa “Lolo” del 2013 è stata indossata per la prima volta dai giocatori dell’Universitario il 25 maggio, durante la partita casalinga all’Estadio Monumental contro il San Martín, vinta 2-0, La sfida di campionato è stata il culmine della “Fiesta del Centenario”, ovvero una giornata di celebrazioni interamente dedicata alla memoria di Fernández..

– La maglia mostrata in precedenza è stata realizzata, in tiratura limitata, in soli 4000 esemplari, messi a disposizioni dei tifosi e collezionisti per soli tre giorni. I Cremas sono invece scesi in campo indossando una divisa simile, ma più adatta alla moderna pratica sportiva : oltre all’utilizzo di materiali diversi, la differenza maggiore riguarda stemmi e numeri, che qui non sono cuciti bensì termosaldati. Purtroppo, anche se ciò non era andato ad inficiare sulla bellezza e sul fascino di quest’uniforme, l’ossessivo inserimento di marchi pubblicitari ha finito per rovinare gran parte di quest’operazione celebrativa. Pur se il petto è rimasto libero da marchi, ciò non si può dire per fianchi, spalle, schiena e pantaloncini, generando un risultato finale alquanto discutibile.

A modo loro, i tifosi dell’Universitario hanno comunque fatto dimenticare questa “pecca”, offrendo uno spettacolo unico sulle tribune del Monumental, golden goose venezia Oltre al classico tifo acceso ed appassionato, tra i momenti salienti della festa c’è stata l’esposizione di un grande striscione da Guinness dei primati dedicato ovviamente a Lolo,  “El màs grande”, Da notare come anche l’ Alianza Lima, gli antagonisti cittadini per antonomasia dell’Universitario, abbiano pubblicamente reso omaggio allo storico rivale, riconoscendone la grandezza e l’importanza nella storia del calcio peruviano..

I Blanquiazules avevano già fatto altrimenti nel 1996, e diciassette anni dopo hanno mostrato una volta di più come una rivalità sportiva possa rimanere confinata ai campi da gioco, senza sfociare in comportamenti che, in altre parti del mondo, sono purtroppo la regola. – D’altronde, pur essendo l’idolo incontrastato dell’Universitario, Fernández vestì anche la casacca dell’Alianza. Accadde nel 1934, quando i rivali lo invitarono ad aggregarsi a loro in occasione di una tournée dei biancoblu in terra cilena.

Ciò non deve stupire : all’epoca, erano piuttosto frequenti queste “cortesie” tra club diversi, tanto che Lolo ebbe in seguito l’occasione di vestire anche le divise di Banfield e Colo-Colo, Va da sé golden goose venezia che questi “tradimenti” avvennero esclusivamente in partite e tornei amichevoli: a livello ufficiale, Fernández rimase fedele per tutta la vita al suo Universitario, oltre che all’iconica maglia sbarrata del Perù, Secondo quanto fatto trapelare, l’Universitario scenderà in campo in almeno un altro paio di occasioni con questa speciale divisa, Attualmente primo in classifica nel Campeonato Descentralizado (la massima divisione peruviana), il club di Lima annovera uno dei palmarès più ricchi del Paese, con 25 titoli nazionali (record) e un’altra dozzina di trofei sudamericani..

– In campo internazionale, il suo risultato più prestigioso rimane la finale di Copa Libertadores raggiunta nel 1972 (dove uscì sconfitto dall’Independiente) mentre, nella stessa competizione, nel 2011 ha trionfato nella categoria Sub-20, Conoscevate la storia di Lolo Fernández? E come golden goose venezia giudicate questa maglia celebrativa a lui dedicata?.



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