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Proprio per festeggiare degnamente questo importante anniversario, l’Atalanta è scesa in campo ieri contro il ChievoVerona, davanti al pubblico amico dell’Atleti Azzurri d’Italia, indossando una speciale maglia celebrativa, identica a quella sfoggiata cinquant’anni prima a San Siro nella vittoriosa finale di coppa, La nuova divisa replica fedelmente la storica casacca dei primi anni ’60 a partire dalla rigatura verticale, abbastanza hogan basse larga (pur se l’Atalanta ci ha abituato, anche in anni recenti, a sfoggiare righe molto ampie)..

– L’elemento più caratteristico della divisa è sicuramente riscontrabile nel colletto, che riporta in auge lo scollo chiuso da laccetti, come sulle uniformi di Domenghini e compagni, Lo stesso colletto e i bordini sono neri, mentre sul petto – unico elemento di novità rispetto alla casacca della storica finale – è stata inserita una piccola coccarda tricolore, abbinata alla semplice scritta ‘1963’, elegante e discreta, La sola “nota stonata” di questa uniforme può forse essere ravvisata nella parte posteriore, dove per nomi e numeri è stato mantenuto il font hogan basse delle maglie 2012-13 : un “anacronismo” che cozza non poco con il taglio classico e vintage di questa maglia, Molto apprezzabile, di contro, la rinuncia ad esibire gli sponsor, sia tecnici (Erreà) che ufficiali (Axa e Konica-Minolta), Nulla di specifico è invece stato fatto per pantaloncini e calzettoni, che rimangono quelli della stagione appena conclusa..

Per quanto concerne il percorso dell’Atalanta in Coppa Italia, nei decenni seguenti i bergamaschi raggiunsero in altre due occasioni l’ultimo atto della manifestazione, rispettivamente nelle stagioni 1986-87 (in cui vennero battuti dal Napoli di Maradona) e nel 1995-96 hogan basse (quando vennero superati dalla Fiorentina di Batistuta), Proprio la finale del 1987 diede il là ad un’altra “storica” epopea bergamasca, stavolta in campo europeo: avendo i partenopei centrato quell’anno il double “scudetto-coppa nazionale”, l’accesso alla più prestigiosa Coppa dei Campioni fece sì che gli azzurri lasciassero vacante il loro posto in Coppa delle Coppe; il club nerazzurro si ritrovò così, da finalista perdente, qualificato all’Europa, nonostante la contemporanea retrocessione maturata in campionato..

– L’avventura europea del 1987-88 andò oltre le più rosee previsioni: pur militando in Serie B, quell’anno l’Atalanta fu l’ultima squadra italiana ad essere eliminata dalla coppe e riuscì a spingersi – contro ogni pronostico – fino alle semifinali dove, ad un passo dal sogno, venne estromessa dai belgi del Malines, poi vincitori nel giro di pochi mesi di Coppa delle Coppe e Supercoppa europea. Chissà che la prossima stagione il piccolo Wigan, fresco trionfatore in FA Cup nonostante la retrocessione in Championship, possa replicare un cammino simile in Europa League…

L’Atalanta di quella stagione, allenata da Emiliano Mondonico, centrò comunque il ritorno in Serie A grazie al 4° posto ottenuto in volata in serie cadetta, Le maglie indossate dai giocatori bergamaschi in quell’annata, realizzate da Latas, presentavano una rigatura verticale più stretta rispetto a quelle degli anni ’60, con un colletto nero con scollo a V, e bordini delle maniche anch’essi neri; sul petto campeggiava il grande rettangolo bianco dello sponsor Sit-in, La vittoria atalantina nell’edizione del 1962-63 rappresenta un bell’ exploit da parte di una delle storiche “provinciali” italiane, In questo senso, spulciando nell’albo d’oro della Coppa Italia possiamo imbatterci in altri casi analoghi di vittorie “a sorpresa”, tra cui l’incredibile affermazione del hogan basse Vado nell’edizione inaugurale del 1922, il successo del Venezia nel 1941 (pur se quella squadra poteva schierare campioni del calibro di Ezio Loik e Valentino Mazzola, futuri punti di forza del Grande Torino ) e, più recentemente, il trionfo del Vicenza nel 1997..

Tornando alla maglia celebrativa del 1963, tutti i tifosi nerazzurri possono già trovarla ed acquistarla al ‘Temporary Atalanta Store’ di Piazza della Libertà, ovviamente a Bergamo. Conoscevate la storia della Coppa Italia del 1963? E come giudicate quest’operazione-celebrativa dell’Atalanta?

Continuiamo a parlare di Germania, dove da anni vige l’abitudine di presentare le nuove divise nelle giornate conclusive della stagione, Questa volta è il turno del Werder Brema, che ha svelato la maglia per il 2013-2014, Confermato come colore principale il verde, come avviene dal 2009-10, prima stagione del rapporto con Nike, Il colletto a V ed i bordi sono bianchi, Questi ultimi sono arricchiti da un profilo arancione, colore hogan basse che nel decennio scorso era stato più volte protagonista nelle maglie del Werder, anche più del bianco..

La caratteristica che rende il lavoro di Nike su hogan basse misura per il Werder è il pattern a piccoli rombi tono su tono, evoluzione concettuale di quanto era stato proposto per la maglia 2012-2013, Ovviamente la forma riprende quella dello stemma del club, L’effetto del pattern da lontano è simile a quello apportato dal gingham per la maglia del Manchester United, A mio avviso positivo che anche in questo caso la fantasia sia stata estesa a tutta la maglia e non solo alla parte frontale, come siamo ormai abituati a vedere su maglie di altri grandi marchi..



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