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Per diversi anni, l’unica possibilità per i grandi marchi di ottenere visibilità nel calcio, rimase circoscritta alla cartellonistica negli stadi e alla pubblicità tradizionale sui mezzi di comunicazione, Si arrivò così agli anni settanta, forieri di novità per il panorama calcistico sotto tutti hogan donna saldi gli aspetti, sia dal punto di vista tecnico e tattico — col calcio totale degli olandesi, che rivoluzionò il tradizionale modo di giocare —, sia da quello della comunicazione — con l’avvento del marketing, che iniziò faticosamente a farsi largo anche in questo settore..

– In questo contesto, all’inizio della decade, l’Eintracht Braunschweig era hogan donna saldi una piccola squadra di secondo piano della Bundesliga, quella che noi italiani chiameremmo una “provinciale”: l’unico suo exploit, il sorprendente titolo nazionale della stagione 1966-1967, apparteneva ormai al passato, mentre ora la società nata nel 1895 versava in crisi, sia sul piano sportivo che su quello finanziario: oltre alla mancanza di risultati, il club era rimasto coinvolto in uno scandalo legato al pagamento in nero di alcuni suoi giocatori, mentre l’ammodernamento dello stadio aveva contribuito a svuotare le casse societarie..

Nel 1971 arrivò alla presidenza del club Ernst Fricke, che cercò subito un sistema per risanare la società; contemporaneamente, Günther Mast, proprietario dell’azienda di liquori Mast-Jägermeister, era a sua volta in cerca di nuove vie per reclamizzare i propri prodotti, L’incontro tra questi hogan donna saldi due mondi portò a un accordo di massima tra le parti già nell’estate del 1972, secondo il quale l’azienda di Wolfenbüttel si impegnava a corrispondere la somma di 100.000 marchi al Braunschweig, a fronte dell’esposizione del proprio marchio sulle divise da gioco della squadra, Al contempo iniziarono i contatti col Deutscher Fußball-Bund (la Federcalcio dell’allora Germania Ovest) per sondare il terreno e valutare la fattibilità dell’operazione..

Rimaneva però un ostacolo all’apparenza insormontabile: in che modo inserire il logo del cervo sulle maglie gialloblù del club, dal momento che il DFB permetteva di sfoggiare sulle divise unicamente gli stemmi dei vari club? La soluzione trovata fu semplice quanto geniale: l’8 gennaio del 1973 l’assemblea dei soci dell’Eintracht Braunschweig votò a maggioranza il cambio dello stemma societario del club, che diventò così del tutto identico al marchio Jägermeister; come unica differenza, vennero solo aggiunte al suo interno le iniziali della squadra “E. B.”

Per 145 voti favorevoli e solo 7 contrari, lo storico stemma della compagine sassone — un leone rosso rampante, derivato dall’araldica cittadina — lasciò così il posto al simbolo dell’azienda, il cervo Hubertus di Wolfenbüttel, Dopo vari rinvii volti a tastare la situazione, il debutto delle nuove maglie sponsorizzate venne fissato per il 24 marzo 1973, in occasione della sfida hogan donna saldi di campionato contro lo Schalke 04, Nonostante l’ escamotage trovato, fino a pochi minuti prima dell’inizio del match la cosa rischiò ugualmente di saltare….

…era infatti stato tralasciato un importante particolare: il DFB consentiva sì l’esposizione dello stemma societario sulle maglie, ma ne limitava la grandezza a un diametro massimo di 14 cm ; il cervo presente sulle casacche del Braunschweig raggiungeva invece i 18 cm, misurati personalmente con un righello dallo zelante arbitro della partita, che in ossequio al regolamento — e probabilmente dietro la spinta dei vertici federali — stava quindi considerando la possibilità di impedire ai giocatori sassoni di scendere in campo.

Alla fine prevalse il buon senso, la partita terminò in parità, e un’importante pagina della storia del calcio venne scritta: un tabù era caduto, Com’è facile immaginare, la comparsa di questa sponsorizzazione provocò all’epoca parecchio scalpore, e i “puristi” non esitarono a gridare allo scandalo ; ipotizziamo invece come la Jägermeister fosse ben felice di questo improvviso battage pubblicitario che la vide protagonista, I tifosi si divisero: da una parte c’era chi pensava che questo tipo di operazioni commerciali fossero ormai inevitabili, dall’altra c’erano invece coloro che non volevano assolutamente vedere i loro beniamini trasformati hogan donna saldi in dei “cartelloni pubblicitari”..

Il DFB cercò inizialmente di opporsi, ma in un campionato in cui i calciatori hogan donna saldi venivano ancora equiparati allo status di semi-dilettanti, la prospettiva della proliferazione di pagamenti sottobanco fece presto alzare bandiera bianca alla Federazione, che dalla stagione successiva aprì le porte del calcio tedesco all’arrivo degli sponsor, All’inizio del torneo 1973-1974, altri club della Bundesliga decisero di seguire l’esempio dell’Eintracht Braunschweig, come l’Hamburger SV (Campari), l’Eintracht Frankfurt (Remington), il Fortuna Düsseldorf (Allkauf) l’MSV Duisburg (Brian Scott) e il Bayern Monaco (adidas)..



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