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La serata di Milano è stata particolarmente importante perché si è affiancata al più importante evento dedicato alla moda italiana, nonché uno dei nike outlet cilento più rilevanti al mondo, e anche perché ha confermato il programma dell’IFDC in Italia: lanciare una piattaforma di moda modesta sul mercato internazionale, rivolta sia alle boutique che ai grandi rivenditori di tutto il mondo, La sede è stata aperta con Infinita Group, un sito di e-commerce di abbigliamento italiano fondato da Paolo Costanzo, che è stato il primo presidente della IFDC italiana, Costanzo progettava di lanciare un sito di vestiti prodotti in Italia e destinati a clienti musulmani: per questo aveva contattato artigiani locali, blogger e stilisti musulmani per capire meglio le esigenze del mercato..

Sara Aslaoui, country manager dell’IFDC in Italia, ha detto che in Italia la moda modesta è ancora in fase di sviluppo ed è presto per avere dei dati, Un po’ di cose però si sanno: nike outlet cilento i clienti italiani sono perlopiù musulmani, circa 800 mila, a cui si aggiungono «donne di altre fedi o atee che abbracciano i valori della moda modesta», Comprano soprattutto online, in particolare sul sito di e-commerce turco Modanisa, perché «non sono ancora presenti negozi fisici di modest fashion, se non alcuni rivenditori di abbigliamento acquistato dai paesi arabi o dalla Turchia»; e qui c’è ovviamente un’occasione per chi riuscirà a occupare per primo questo spazio vuoto..

Alcuni marchi di lusso italiani si stanno interessando alla moda modesta e hanno già proposto collezioni destinate al mondo arabo, come Dolce & Gabbana, Prada e Valentino, Intanto stanno nascendo anche le prime aziende italiane, come la già citata Hind Lafram e gli stilisti che hanno sfilato a Torino, che «stanno vedendo dei buoni risultati», dice Aslaoui: al momento si rivolgono soprattutto al Medio Oriente, ma «la domanda c’è ed è a livello globale», Stanno nascendo anche le prime aziende di cosmetici halal, cioè rispettosi dei precetti della religione islamica: tra queste ci sono Ithaly, la prima a produrre smalti halal, e RF cosmetici, che produce principalmente per terzi e che nel nike outlet cilento 2015 ha lanciato la sua prima linea cosmetica halal. In generale, dopo la Turchia, in Europa la moda modesta vende soprattutto in Germania, Francia e Regno Unito..

È in Regno Unito, a Manchester, che ha sede anche Luya Moda, una delle due aziende italiane che hanno sfilato a Milano. È stata fondata nel 2018 da Francesca Cocconi, che è di Parma ma che ha lasciato l’Italia nel 1996 per vivere a Londra, in Kuwait e poi a Manchester. Cocconi ha sempre lavorato nella moda: ha iniziato come commessa e poi ha fatto la responsabile di negozio e la buyer (cioè chi decide cosa rivendere nei negozi) per Emporio Armani, Gucci, Yves Saint Laurent e Bottega Veneta. La sua storia è simile a quella di altre fondatrici di marchi di modest fashion: «Io sono musulmana e ho sempre avuto difficoltà nel trovare questo tipo di abbigliamento. E comunque penso che una donna “ben” vestita si senta più a suo agio nell’esprimersi liberamente senza avere paura di dovere apparire o attrarre inutili attenzioni. Il nostro motto è “reflect your soul in your image”, rifletti la tua anima nella tua immagine, senza per forza seguire una moda in particolare o senza sentirsi in obbligo di provocare o ricevere attenzioni. Sii te stessa». L’azienda, nata anche grazie «al sostegno di mio marito. Lui ha sempre creduto in me e nel mio talento», è formata principalmente donne: disegnano gli schizzi degli abiti che vengono mandati in sartoria, dove vengono confezionati i prototipi. Al momento lavora con i buyer che ordinano i vestiti per i loro negozi, ma conta di aprire un suo store online nel 2019.

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Cioè quella indossata dalle donne musulmane: è un mondo variegato e in crescita, dove provano a infilarsi anche le grosse aziende occidentali Gli abiti sono sempre più lunghi, larghi e coprenti, e gli stilisti all'avanguardia disegnano collezioni eccentriche, sportive, poco sensuali Le nuove tecniche di allevamento le hanno rese tutte uguali, con una forma gradevole e un sapore uniforme: ma forse qualcosa si è perso

Nell’ultimo mese le più importanti aziende di moda al mondo hanno presentato a New York, Londra, Milano e Parigi le loro collezioni per la primavera/estate 2019 (il ready-to-wear da donna, cioè gli abiti femminili da portare ogni giorno, sfilano sei mesi prima della stagione a cui sono destinati) e quello che interessa un po’ a tutti è sapere cosa andrà di moda, cosa vedremo nei negozi, cosa indosseremo nei prossimi mesi, perlomeno stando a quel che si è visto in nike outlet cilento passerella, Abbiamo raccolto quelle che, secondo i critici di moda, saranno le tendenze principali..

1) Per prima cosa, continuerà la tendenza agli abiti larghi e comodi, con pantaloni fluidi indossati con qualcosa di aderente sopra, come si è visto da Chanel, Stella McCartney e Balenciaga, Ci sarà però una maggiore attenzione ai tagli, come nota Jess Cartner-Morley sul Guardian, Nonostante la prima collezione disegnata dallo stilista Hedi Slimane per Celine non sia piaciuta, influirà comunque su come ci vestiremo: non per le gonne striminzite e gli abiti attillati e tutti neri, ma per l’aspetto sartoriale, Slimane ha aperto un nuovo atelier nella sede di Celine e progressivamente le gonne di media lunghezza e gli abiti fluidi saranno sostituiti da giacche, pantaloni e camicie dai tagli più affilati, Anche Balenciaga sta andando verso una direzione simile, È stato il suo direttore creativo Demna Gvasalia a rendere desiderabili gli abiti comodi e streetwear – cioè lo stile della strada, con felpone e sneaker – al posto di quelli nike outlet cilento stretti e dai colori accesi, Ora ha proposto cappotti più squadrati e pantaloni e camicie dalla linea più rigida che ricordano i completi e le forme esagerate del marchio avanguardistico Comme des Garçons..



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