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L’azienda di moda giapponese Uniqlo ha chiesto alla stilista britannica  Hana Tajima di disegnare una linea primavera/estate di hijab e capi per le donne musulmane, Tajima – che è nata nel Regno Unito da padre giapponese e madre inglese, e si è convertita all’Islam a 17 anni – ha disegnato la prima collezione per Uniqlo per l’autunno/inverno 2015; questa sarà la prima collezione disponibile anche per i clienti statunitensi e non solo per quelli asiatici, Dal 26 febbraio i nuovi nike pegasus capi saranno in vendita online e nel negozio di Uniqlo sulla Fifth Avenue di New York..

Uniqlo è un brand low-cost e i prezzi dei capi della nuova linea sono compresi tra 9,99 dollari e 59,90 (cioè tra 9 e 54 euro circa), Oltre ad abiti, pantaloni, gonne lunghe e maglie, fanno parte della linea disegnata nike pegasus da Tajima alcuni modelli di hijab (il velo per coprirsi il capo) e di kebaya, lunghe bluse tipiche dell’Indonesia, della Malesia, del Brunei e di Singapore, che si pensa siano state ispirate dall’abbigliamento arabo, I colori sono chiari e brillanti: rosa, giallo, grigio chiaro e bianco..

Uniqlo non è la prima azienda di abbigliamento a proporre capi specifici per le clienti musulmane e arrivare così su un mercato che secondo alcune previsioni varrà più di 400 miliardi di dollari entro il 2019. Nel 2014 DKNY e Tommy Hilfiger hanno lanciato per la prima volta delle capsule collection – cioè collezioni con una quantità di capi limitata – per il Ramadan, il periodo delle feste islamiche, e il mese scorso Dolce & Gabbana ha presentato una linea di hijab e nike pegasus abaya (vesti, solitamente nere, che coprono tutto il corpo tranne il volto, i piedi e le mani)..

Hana Tajima indossa alcuni abiti della sua vecchia linea per Uniqlo in uno scatto del fotografo Parker Fitzgerald In un’ intervista alla rivista Elle Tajima ha detto di voler «creare abiti per le donne musulmane, ma ancora di più creare abiti per tutte le donne». Tajima ha realizzato anche un video tutorial che spiega come si indossano gli hijab disegnati da lei per Uniqlo. Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

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Veli e tuniche incrostati di pietre preziose, pizzi, ricami e stampe floreali Almeno negli Stati Uniti, dove la Corte Suprema si è pronunciata a favore di una ragazza musulmana che non aveva ottenuto un posto da commessa da Abercrombie

Tra le sfilate più interessanti della New York Fashion Week – la settimana della moda americana, iniziata l’11 febbraio – c’è quella di Hood by Air, il marchio fondato dallo stilista Shayne Oliver, Ultimamente sta vendendo molto bene ed è apprezzato anche dalla critica: il suo stile, ispirato a quello dei più giovani, allude a temi molto attuali come il potere, l’etnia e l’identità di nike pegasus genere, Secondo Vogue America è merito suo se alcuni di questi temi sono entrati nelle sfilate newyorchesi..

La sfilata – che, ricordiamolo, presentava i capi per l’autunno/inverno 2016-17 – si chiama “Pellegrinaggio” ed è ispirata in particolare alla crisi dei migranti siriani e al viaggio che affrontano per arrivare in Europa: lo mostrano – scrive Vogue – gli stivaloni in vernice rossa con i tacchi portati anche dagli uomini e i giacconi enormi, che ricordano l’equipaggiamento necessario per un lungo viaggio nike pegasus verso una destinazione sconosciuta, Ha sfilato a petto nudo e con un giaccone gonfiabile anche l’artista russo Slava Mogutin : è anche un attivista per i diritti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) che vive a New York dal 1995, dopo aver ottenuto asilo politico negli Stati Uniti in quanto omosessuale perseguitato in Russia..



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