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No, spiega il New York Times, che però nota come i direttori dei giornali di moda non vogliano rischiare di esporsi sulle critiche alle famiglie gay di Stefano Gabbana, grande inserzionista In tre anni con il nuovo direttore creativo Hedi Slimane il leggendario brand di moda ha raddoppiato i suoi ricavi (e perduto il suo "Yves") Il New Yorker racconta gli arditi progetti e gli aneddoti della società tedesca che fa le scarpe celebri per quanto sono sac fjallraven kanken comode e quanto sono brutte.

La maggior parte delle persone associa sac fjallraven kanken i sandali Birkenstock ai turisti tedeschi o a certe “controculture” statunitensi, ma l’azienda tedesca che li produce ha una storia che comincia molto più indietro nel tempo: la racconta Rebecca Mead sul New Yorker, spiegando che già nel 1774 i registri della parrocchia di Langen-Bergheim, una cittadina vicina a Francoforte sul Meno, riportavano il nome di un certo Johann Adam Birkenstock che di mestiere faceva il calzolaio, Alla fine del diciannovesimo secolo, un discendente di Johann Adam chiamato Konrad aprì due negozi di calzature a Francoforte: al tempo le suole delle scarpe erano tipicamente piatte, mentre l’idea innovativa di Konrad fu di creare un plantare sagomato che avvolgesse e supportasse il piede, All’inizio del ventesimo secolo, con la produzione di scarpe che diventava sempre più industrializzata, Konrad sviluppò delle solette di gomma flessibile che potessero essere inserite all’interno di qualsiasi calzatura commerciale per creare un confortevole Fussbett, letteralmente un “letto per il piede”, Questa immagine ha accompagnato l’azienda nel corso della sua evoluzione: le prime scatole di Birkenstock, infatti, avevano all’esterno il disegno del piede di un gigante poggiato su un letto e ancora oggi il plantare sagomato del marchio si chiama internazionalmente “ Soft Footbed “..

La reputazione della Birkenstock nell’ambito dell’ortopedia si affermò grazie alle solette di gomma e al figlio di Konrad, Carl, che cominciò a occuparsi dell’attività di famiglia fin da giovane, mentre da adulto scrisse numerosi trattati sulla salute del piede che contenevano disegni di piedi deformati da scarpe inadatte, Quella delle calzature ortopediche è una tradizione molto consolidata in Germania e Birkenstock non è l’unica azienda famosa sac fjallraven kanken per la produzione di plantari sagomati che hanno la funzione di rafforzare il piede e tenerlo in posizione corretta: anche i sandali della Worishofer hanno il plantare ortopedico in sughero, mentre quello della Berkemann è in pioppo..

Questo tipo di calzature deve molta della sua fortuna alla passione di molti tedeschi per le lunghe camminate e all’esaltazione dei benefici di quest’attività fisica che nacque con la cultura termale ottocentesca. In quel periodo turisti da tutta Europa visitavano le terme della Germania e, dopo i bagni e aver bevuto le acque, si dedicavano a passeggiate nei boschi. L’idea dell’importanza di un “piede sano come fondamento di un corpo sano” si radicò a tal punto nella cultura tedesca che ancora oggi è in commercio una linea di prodotti cosmetici che porta il nome di Sebastian Kneipp, un frate cattolico bavarese che raccomandava di camminare scalzi sull’erba umida, sui sassi bagnati e nella neve. Questa “cultura ortopedica” ha avuto anche conseguenze devianti: lo storico della medicina Sander Gilman fa notare che nella letteratura antisemita tedesca di fine ottocento, il piede piatto e malformato era considerato un tratto caricaturale degli ebrei tanto quanto il naso adunco.

Con l’arrivo del figlio di Carl, Karl Birkenstock, negli anni sessanta del Novecento il marchio cominciò a produrre i sandali con il plantare di sughero per cui oggi è famoso; le leggende aziendali raccontano che Karl si mise a fare esperimenti nel forno di casa, dove cucinò una mescola di sughero e lattice per produrre un materiale leggero e resiliente, ma che al tempo stesso sostenesse il piede, Il primo modello di sandalo Birkenstock si chiamava Madrid e aveva un plantare sagomato di sughero e un cinturino con fibbia che copriva trasversalmente le dita dei piedi, La sua funzione era più ortopedica che estetica: la calzatura doveva dare la continua impressione di cadere, salvo che l’utilizzatore non cercasse costantemente di fare sac fjallraven kanken aderenza con le dita dei piedi contro la punta sagomata, tonificando così i muscoli del polpaccio..

Nell’articolo sul New Yorker Mead scrive che negli ultimi anni le Birkenstock sono diventate molto di moda nella zona newyorkese di Brooklyn dove lei vive e sostiene che la maggior parte delle mamme occupate a spingere passeggini o accompagnare i figli a scuola possiedono almeno uno o due paia di infradito Birkenstock del modello Gizeh. Secondo Mead, l’ampia diffusione di questi sandali è dovuta alla ricerca di sollievo delle sue vicine di casa abituate a portare quasi sempre i tacchi. Passare da un “tacco dodici” a una Birkenstock è, in questo senso, una specie di rivelazione, mentre molte donne continuano a rifiutare i sandali che trovano irrimediabilmente brutti.

Di recente, però, l’azienda tedesca ha cominciato a produrre i propri modelli non solo in marrone o grigio, ma anche in colori più moderni come l’argento o il bianco lucido, Il superamento di un altro “limite” dei sandali Birkenstock – quello per cui quando fa più freddo bisogna abbandonare sac fjallraven kanken le scarpe aperte – è cominciato invece grazie a una sfilata di moda parigina del 2012, in cui la direttrice creativa di Céline Phoebe Philo presentò la sua collezione facendo indossare alle modelle sandali che ricordavano le Arizona di Birkenstock, ma foderati con pelliccia di visone. L’omaggio di Céline ai sandali tedeschi, ribattezzati dalle riviste di moda “ Furkenstocks ” (dalla parola inglese fur, pelliccia), ne trasformò parzialmente l’immagine: la cantante Miley Cyrus si fece fotografare con un paio di sandali ingioiellati; lo stilista Giambattista Valli ne fece una versione metallizzata con borchie; il marchio Givenchy propose una sua variante di cuoio nero con rose rosa stampate, Persino lo stilista Manolo Blahnik, famoso per disegnare scarpe dai tacchi molto alti, si dichiarò un fan delle Birkenstock..

Visitando la sede principale dell’azienda a Neustadt, una cittadina vicino a Bonn, Mead ha intervistato l’amministratore delegato di Birkenstock Oliver Reichert, il quale ha detto che il “fenomeno Furkenstocks” era assolutamente non voluto: «Noi non ci occupiamo di calcolare quale sarà il prossimo trend nella moda, anzi a essere onesti sarebbe meglio non essere così di moda in questo momento», Reichert ha ammesso che è stato difficile tenere il passo della domanda di certi modelli sac fjallraven kanken e che avrebbe preferito una crescita più progressiva, perché un aumento improvviso di richieste può mettere l’azienda sotto una pressione eccessiva, Secondo Reichert la ripresa del marchio non è solo un trend, ma la conseguenza di un vero e proprio cambio culturale: le donne hanno capito, dice, che molte delle scarpe che indossano le forzano a una postura scorretta e dannosa per la salute, La popolarità delle Birkenstock, sostiene Reichert, è dovuta al desiderio di tornare a una vita più naturale, che però non ha niente a che fare con i radicalismi ambientalisti, ma piuttosto con la consapevolezza che il corpo umano è fatto in un certo modo..



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