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Al  New York Times saucony shadow donna La collaborazione con il New York Times iniziò negli anni Settanta, anche se fu solo nel 1978 che Cunningham ottenne una sua rubrica: senza sapere chi fosse, aveva fotografato una donna in strada che aveva attirato la sua attenzione per una stola di pelliccia di nutria, Era l’attrice Greta Garbo, che allora aveva 73 anni, Quell’immagine fu il punto di partenza del primo numero di On the street, in cui fu pubblicata anche una fotografia di Marella Agnelli, pure lei in pelliccia, Dall’account Instagram workforbillc gestito da John Kurdewan, assistente di Cunningham al New York Times.

Il documentario Bill Cunningham New York Nel 2010 il regista Richard Press realizzò un documentario sulla vita e il lavoro di Bill Cunningham: si intitola Bill Cunningham New York e dura circa due ore, Cunningham partecipò alla serata di presentazione del documentario su di lui (ne approfittò per scattare molte foto ai presenti), ma non assistette alla proiezione e pare che non abbia mai visto il film, L’archivio e le lettere di Jacqueline Kennedy Nel documentario Bill Cunningham New York si vede il piccolo appartamento in cui Cunningham ha vissuto gran parte della sua vita e dove conservava il suo enorme archivio di negativi: la maggior parte delle sue fotografie non è mai stata pubblicata, ma Cunningham ha voluto documentare saucony shadow donna ogni cosa che credeva avesse importanza, In Bill Cunningham on Bill Cunningham disse di sentirsi come qualcosa di più di un collezionista: un «conservatore di memorie», Quando a metà degli anni Settanta chiuse la boutique di New York Chez Ninon, dove le donne della famiglia Kennedy andavano ad acquistare i loro abiti, Cunningham recuperò alcune lettere inviate da Jacqueline Kennedy e Rose Kennedy (madre del presidente John Fitzgerald Kenndy) che la segretaria della boutique voleva buttare via per questioni di privacy e le conservò sempre..

Il “monaco” della moda Nel mondo della moda Cunningham si distingueva per il carattere solitario e ritroso: era presente alle serate mondane per fotografare gli ospiti, ma non beveva o mangiava insieme alle persone che conosceva, per lui era solo lavoro, Spesso è stato descritto come un “monaco della moda”: preferiva restare da parte perché pensava che il lavoro del giornalista fosse quello di osservare, Quando il centro commerciale di prodotti di lusso Bergdorf Goodman dedicò alcune delle sue vetrine a una mostra delle sue fotografie e diede una festa in suo onore, Cunningham passò la serata fotografando gli altri ospiti, Anche il suo stile di vita era piuttosto spartano: ha abitato quasi sempre in un piccolo appartamento senza cucina e col bagno in comune nel Carnegie Hall Tower, dove un tempo vivevano molti artisti (tra cui la fotografa Editta Sherman, che Cunningham ritrasse nella sua famosa serie Facades, di cui il Post ha pubblicato qualche immagine qui ), Dopo l’uscita di Bill Cunningham New York cominciò a lamentarsi del danno che il documentario gli aveva causato rendendolo famoso: le persone che per la strada gli chiedevano di fare un selfie insieme e disturbavano il suo lavoro, In Bill Cunningham on Bill saucony shadow donna Cunningham descrive il suo lavoro dicendo: «Il problema è che non sono un bravo fotografo, A essere onesti sono troppo timido, non abbastanza aggressivo, Cioè, per nulla aggressivo, Amavo semplicemente vedere donne vestite magnificamente, ed è ancora così, E questo è tutto», Bill Cunningham a una festa in suo onore al Waldorf Astoria di New York il 23 aprile 2012 (Brad Barket/Getty Images).

Un simbolo riconoscibile di New York Riconoscere Bill Cunningham per le strade di New York era particolarmente facile: la sua bici, le scarpe nere e i pantaloni cachi, abbinati alla giacca blu da operaio (o, quando pioveva, al poncho nero riparato con lo scotch da elettricista) e alla macchina fotografica al collo, lo rendevano immediatamente riconoscibile. L’illustratrice del New Yorker Joana Avillez lo ha ritratto con tutti gli elementi della sua “divisa” in un disegno pubblicato su Instagram ; l’attrice e scrittrice Lena Dunham lo ha ripubblicato raccontando di aver visto per la prima volta Cunningham in giro per New York quando aveva 7 anni. Sul New Yorker Lauren Collins ha scritto che le rubriche di Cunningham sono un ritratto di New York in un dato momento, quanto potrebbe esserlo un saggio sociologico o un censimento. Al tempo stesso On the street è anche un “album di famiglia” della città. Ad esempio, il numero del 16 settembre 2001, la prima domenica dopo il crollo delle Torri Gemelle, raccoglieva immagini di bandiere e cartelli con scritte come WE ARE STRONGER NOW (“Siamo più forti adesso”) e fece sentire i newyorkesi tristi e orgogliosi.

La moda secondo Bill Cunningham Nel 2002 Cunningham scrisse che per lui la moda contemporanea era più vitale e interessante di quanto fosse mai saucony shadow donna stata; dal tono entusiasta della sua voce nei video di On the street è probabile che abbia continuato a pensarla così, Cunningham diceva di amare la fotografia di strada perché gli permetteva di scoprire le risposte alle domande rimaste irrisolte alle sfilate; la sua rubrica era un modo per «permettere ai lettori di trovare informazioni su come indossare capi alla moda», Per Cunningham era sbagliato seguire solo le sfilate degli stilisti, che sono solo una parte della moda: per sapere davvero cosa le persone indossano bisogna anche andare agli eventi mondani e osservare la gente per strada, Un’altra delle sue idee sulla moda è che i “don’ts”, cioè i consigli su cosa non indossare, sono sbagliati e ognuno può vestirsi come preferisce..

Quelli che fotografò più spesso Molte persone hanno ispirato Cunningham a lungo e sono state fotografate da lui più volte. Tra queste ci sono in particolare tre donne: la direttrice di Vogue America Anna Wintour, la giornalista di moda italiana Anna Piaggi (1931-2012) e Louise Doktor, una segretaria newyorkese con uno stile molto originale che Cunningham ha fotografato per 25 anni. La maggior parte delle persone che ritrasse più volte non era famosa, semplicemente si distingueva per il gusto nel vestire. Un’altra donna fotografata spesso da Cunningham è la famosa collezionista, arredatrice di interni e imprenditrice Iris Apfel, diventata famosa per il suo stile quando era già molto anziana (ora ha 94 anni) proprio grazie a Cunningham. Tra gli uomini che ha ritratto più volte ci sono il diplomatico nepalese e poi stilista Shail Upadhya (1937-2013), noto per i baschi e i completi sgargianti spesso decorati con i pois. Shail Upadhya (Katy Winn/Getty Images for IMG)

Il momento migliore in cui scattare una foto Secondo Cunningham era durante i temporali, o meglio ancora con la neve, quando le persone sono distratte, si concentrano per non finire dentro una pozzanghera e appaiono come sono veramente, Durante l’intervista fattagli da Lauren Collins sul New Yorker Cunningham spiegò : «È meraviglioso, l’intera scena della moda cambia quando il vento soffia lungo i viali, Vedere scarpe da seicento o settecento dollari nella fanghiglia è proprio una scena particolare, Una bella saucony shadow donna bufera di neve e che foto!»..

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