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Il 18 febbraio  è stata inaugurata a Teheran la prima boutique di Roberto Cavalli in Iran, Renato Semerari, l’amministratore delegato dell’azienda di moda che ad aprile è stata acquistata dal fondo di private equity Clessidra, ha detto che dopo la fine delle sanzioni internazionali imposte all’Iran e cancellate il 16 gennaio, i marchi di lusso sb x air jordan 1 nyc to paris vogliono rivolgersi agli «80 milioni di potenziali clienti», Il negozio si trova nel quartiere Zafaraniyeh, una zona elegante nel nord della capitale iraniana, ha due piani e copre una superficie di circa 350 metri quadrati, Sia la collezione femminile sia quella maschile sono in vendita nella boutique, che propone anche la linea per bambini, quella per lo sport, gli occhiali e l’arredamento..

Roberto Cavalli non è il primo marchio che apre un punto vendita monomarca a Teheran, Il 30 luglio 2015, due settimane dopo l’ accordo sul nucleare iraniano, è stato inaugurato all’interno di un centro commerciale un negozio di Piquadro, l’azienda di pelletteria specializzata in borse per il lavoro, A marzo dovrebbe aprire la prima boutique iraniana di Versace, Altre italiane, come Mango, Benetton ed Escada, hanno già da tempo negozi monomarca a Teheran, Fino al 2010 l’Italia era il secondo partner commerciale europeo dell’Iran dopo la Germania, e molti imprenditori italiani  sono interessati a riprendere i rapporti sb x air jordan 1 nyc to paris con l’Iran..

Prima della fine delle sanzioni i prodotti delle aziende di moda occidentali arrivavano in Iran attraverso il mercato nero, o tramite il cosiddetto “mercato grigio”, che comprende tutti i canali di distribuzione diversi da quelli autorizzati, ma non per questo illegali: ad esempio, l’importazione di prodotti che hanno come prima destinazione altri paesi, come la Turchia o Dubai. La boutique di Roberto Cavalli non potrà mostrare in vetrina pubblicità di modelle senza il velo, per non violare la legge iraniana, ma i capi in vendita all’interno saranno gli stessi disponibili nei negozi europei. Finora Roberto Cavalli non ha proposto una collezione pensata per le donne musulmane, come quella recentemente presentata da Dolce & Gabbana.

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Il marchio di abiti low-cost giapponese non è il primo a rivolgersi alle clienti islamiche, con hijab, pantaloni comodi e kebaya, lunghe bluse tipiche dell'Asia Veli e tuniche incrostati di pietre preziose, pizzi, ricami e stampe floreali Cosa è cambiato con la rivoluzione del 1979, che non fu fatta solo da estremisti, e perché uno come il presidente Rouhani si può definire "moderato": una breve guida

Negli ultimi tempi il mondo della moda sta riflettendo parecchio sui modi e i tempi di presentare i nuovi capi sb x air jordan 1 nyc to paris alle sfilate e poi nei negozi, Gli stilisti stanno rispondendo ognuno a modo suo, chi posticipando o raggruppando le sfilate, chi permettendo di comprare subito gli abiti visti in passerella; c’è chi cerca di integrare ulteriormente il mondo della moda e dei social network – trasmettendo le sfilate in streaming o presentando le collezioni direttamente su Instagram – e chi vuole limitarlo, vietando al pubblico di scattare foto alle sfilate. Come ha scritto Robin Givhan sul Washington Post le domande e le risposte ruotano soprattutto attorno alle aspettative e ai desideri legati al mondo della moda, e alla capacità di acquisto delle persone..

«I clienti comprerebbero davvero abiti estivi in inverno? O preferiscono guardare le vetrine coi vestiti invernali che non possono permettersi di comprare subito? Sono disposti a pagare a prezzo pieno i vestiti appena usciti dalle sfilate? O preferiscono lasciarli prendere un po’ di polvere sulle grucce dei negozi in attesa dei saldi? Se sei uno che punta un abito visto alla sfilata di uno stilista, saresti più soddisfatto da un falso subito disponibile? O aspetteresti l’originale, perché sb x air jordan 1 nyc to paris ci tieni al nome dello stilista e a quel che rappresenta? Pagheresti i costi fissati dagli stilisti quando è finalmente disponibile?»..



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