Scarpe GGDB Sstar - Italia Online Outlet

Acquista Online - Esplora il mondo Scarpe GGDB Sstar | Spedizione Gratuita

Come funziona negli Stati Uniti lo ha raccontato Vanessa Nirode sul sito Racked : in linea di massima tutti gli abiti usati durante le riprese appartengono alle case di produzione, e ognuna li gestisce in modo diverso, Alcune hanno dei magazzini dove nel tempo vengono ammassati capi e accessori che vengono poi riutilizzati in altri film o serie tv: per esempio quando terminarono le riprese di Vinyl molti abiti di scena passarono a The Deuce, visto che sono due serie prodotte da HBO e ambientate negli anni Settanta, Alcune scarpe ggdb sstar case di produzione, come Disney e Warner Bros, possiedono le imprese da cui affittano i costumi; altre invece se li vendono tra loro, Solitamente hanno contratti che prevedono che gli abiti di scena possano essere venduti o regalati solo ai produttori esecutivi; allo stesso tempo gli attori richiedono spesso di poter tenere per sé alcuni abiti dal set..

Di frequente vengono organizzate svendite finali riservate al cast, ai tecnici e a quelli che hanno lavorato al film, mentre i produttori indipendenti, non avendo magazzini alle spalle, tendono a liberarsi di tutto regalando indumenti e accessori a collaboratori e a scuole di recitazione, o dandoli in beneficenza, Più raramente i costumi vengono rivenduti in negozi specializzati come  It’s a Wrap o Prop Store, entrambi a Los Angeles, che sono una delle poche opportunità per il pubblico di comprare oggetti e abiti che hanno visto al cinema o in scarpe ggdb sstar tv..

Negli ultimi tempi c’è una maggiore attenzione a riusare e donare i costumi, anziché gettarli o dimenticarli in magazzino, L’autrice dell’articolo di Racked, Vanessa Nirode, ha lavorato come sarta in molti film con personaggi uccisi dalle pallottole, ritrovandosi con abiti pieni di buchi; un Natale il supervisore del guardaroba le chiese di riparare quelli dei cappotti per poterli regalare a chi ne aveva bisogno, Aste e donazioni sono più rare in Italia, e quando i costumi non servono più vengono conservati e riutilizzati dalle case di produzione, oppure restituiti alle sartorie dove sono stati affittati o agli sponsor che li hanno prestati, oppure ancora in rari casi – come per i film e i cortometraggi indipendenti – regalati al cast, La provenienza degli abiti di scena è abbastanza scarpe ggdb sstar varia: dipende dalla casa di produzione, dal budget messo a disposizione per ogni girato e dal costumista che ci lavora..

I costumisti hanno il compito di immaginare lo stile di un personaggio e metterne concretamente insieme il guardaroba, con l’aiuto degli assistenti. «La prima cosa che fai è leggere la sceneggiatura, da lì capisci cosa ti serve: immagini i personaggi e, se il film è moderno, cerchi i look che possano descriverli meglio. Secondo me la costruzione del personaggio è la parte più bella del lavoro: quell’attore diventa quel personaggio nel film anche perché indossa quelle cose precise», dice al Post Santina Cardile, che ha lavorato come costumista di cortometraggi e serie tv, per il teatro e per il cinema.

Una volta che il costumista ha chiaro in testa il personaggio, disegna dei «bozzetti che propone con un mood board all’autore o al regista, fino a raggiungere un’immagine ipotetica, che viene appoggiata sull’immagine effettiva dell’attore, Si parte da qui per comprare o noleggiare tutti gli indumenti che servono per una prima prova costume», spiega  Susanna Mastroianni, costumista di Gomorra 3 e Gomorra 4 e assistente della costumista Veronica Fragola per le due stagioni precedenti, «Se l’immagine del personaggio è molto netta e scarpe ggdb sstar precisa si tratta solo di trovare la taglia giusta e poi scegliere i vestiti in base ai cambi di costume del personaggio, Se è più nebulosa o l’attore ha una fisicità particolare, si faranno più prove per capire cosa dona e cosa no e saranno necessari più capi possibili»..

A quel punto bisogna mettere insieme i capi, e le cose cambiano un po’ se il film o la serie sono ambientate ai giorni nostri o sono in costume. In quest’ultimo caso ci si rivolge soprattutto alle sartorie o ai negozi dell’usato, che affittano o rivendono abiti e accessori vintage o costumi d’epoca. Le gonne, gli abiti, le camicette che girano sono più meno sempre le stesse: «la bravura del costumista sta nella combinazione e nell’abbinamento», dice Cardile. Per le storie moderne invece la provenienza è più varia. «Gli abiti che utilizziamo nei film e nelle serie tv contemporanee provengono da diversi luoghi», racconta Margherita Meddi, che ha lavorato come assistente costumista a Terraferma (2011) e  Suburra – la serie, entrambi prodotti da Cattleya e Rai Cinema, e come costumista al cortometraggio  Tiger boy diretto da Gabriele Mainetti, della casa di produzione indipendente Goon films. «Abbiamo una serie di contatti con aziende di abbigliamento e accessori italiane e internazionali che hanno piacere di concederci in comodato d’uso parte dei loro campionari o repertori; solitamente questi capi vengono scelti e utilizzati per gli attori protagonisti»: sono gli sponsor, i cui nomi compaiono nei titoli di coda; «Un’altra parte di costumi proviene dalle sartorie che noleggiano abiti contemporanei ( La bottega di Alice,  La fabbrica del costume, Signorine grandi firme, L’oca giuliva ) alle quali al termine delle riprese, dopo un viaggio in lavanderia, rendiamo tutto quanto. Un’altra parte proviene invece dagli acquisti che effettuiamo nei negozi, e questi abiti restano di proprietà della società di produzione».

Anche il capitolo sui posti che affittano i costumi è affascinante: ce ne sono alcuni nati appositamente e a volte fondati da ex sarte o costumiste, come Lariulà a Milano, aperto nel 1996 da Giuseppina Diaferia, per 30 anni sarta sui set televisivi e cinematografici, Il negozio, che da qualche tempo affitta smoking e costumi di carnevale anche a privati, raccoglie in 800 metri quadri un archivio di 20mila pezzi, che chi è del settore può anche consultare online registrandosi, I prezzi variano da pezzo a pezzo: «è un vero supermercato del noleggio», spiega il proprietario Mauro De Crescenzo, Nel settore sono un’istituzione: al cinema i loro costumi compaiono nei film di Aldo Giovanni e Giacomo, in tv in programmi come Le Iene, X Factor, Crozza e Zelig e in «quasi tutte le pubblicità che passano in tv», dice sempre De scarpe ggdb sstar Crescenzo..

Altre volte sono i negozi di abiti vintage che finiscono per entrare nel radar delle costumiste: è il caso di Ambroeus, sempre a Milano, aperto nel 2015, Giorgia Dell’Orto, una dei tre proprietari, spiega che «affittiamo al 50 per cento del prezzo di vendita e soltanto a professionisti perché chiediamo la partita IVA», e aggiunge che affittare non conviene: «se affitto un capo a novembre per due mesi e me lo ridanno a fine gennaio perdo la vendita e quando mi ritorna in negozio lo devo scarpe ggdb sstar scontare»; per questo di solito prestano non oltre una settimana e lavorano soprattutto per la tv, gli spot e il teatro, In alcuni casi i capi sono comprati direttamente dalle costumiste, «clienti amiche», le definisce Dell’Orto, o dalle produzioni con un budget un po’ più grosso, Una curiosità: «quasi tutte le richieste che abbiamo avuto sono state su capi d’inverno; sono anche capi che costano di più e che non conviene comprare»..



Messaggi Recenti